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Donne









News - Buone notizie


News - Grazie Amnesty
Prigionieri di coscienza (1)

Siria - L'8 marzo 2011 Haytham al-Makeh, avvocato per i diritti umani, 79 anni, è stato scarcerato con due anni di anticipo sulla fine della pena. Un tribunale militare lo aveva condannato, nel luglio 2010, a tre anni per "aver diffuso notizie false e tali da poter debilitare il morale della nazione" e " aver fiaccato il sentimento nazionale". A determinare la sentenza erano stati i suoi articoli e un'intervista televisiva in cui aveva denunciato le violazioni dei diritti umani e criticato l'assenza di democrazia nel paese e la corruzione. Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza.

Prigionieri di coscienza (2)

Cuba - Il 12 febbraio 2011 il governo ha ordinato la scarcerazione di due prigionieri di coscienza, Hector Maseda e Angel Moya, entrambi condannati nel 2003 a 20 anni di carcere e adottati da Amnesty International.

Campagna "Io pretendo dignità"

Ecuador - Il 14 febbraio 2011 un giudice del tribunale di Lago Adrio ha condannato la multinazionale del petrolio statunitense Chevron (ex Texaco) a pagare una multa di quasi nove miliardi di dollari per aver inquinato una parte dell'Amazzonia ecuadoriana, provocando gravi danni alla salute delle popolazioni locali.

Pena di morte (1)

Stati Uniti d'America - Il 9 marzo 2011, dopo una moratoria sulle esecuzioni durata 11 anni, l'Illinois è diventato il sedicesimo stato degli Usa ad abolire la pena di morte. Il governatore Pat Quinn, nel prendere la decisione, ha anche commutato le condanne a morte degli ultimi 15 prigionieri in attesa di esecuzione.

Pena di morte (2)

Repubblica popolare cinese - Il 25 febbraio 2011 la commissione Affari legali del Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo (il parlamento) ha annunciato l'entrata in vigore di una revisione del codice penale che abolisce la pena di morte per gli autori di reati ultrasettantacinquenni e per tredici fattispecie di reati economici, dalla produzione e diffusione di fatture false al contrabbando di reliquie e di metalli preziosi, al trafugamento di salme al furto di fossili. La pena di morte resta in vigore per altri 55 reati.
"Grazie per il vostro aiuto. Sono in una situazione disperata, ma davvero grazie per quello che fate. Sono veramente colpita dal fatto che persone che vivono lontano dal Senegal siano preoccupate per la mia vicenda. Non ho notizie su mio marito. Vi prego, continuate ad aiutarmi a saperela verità, a premere sulle autorità. È confortante sapere che ci sono persone che stanno mandando lettere alle autorità".


(Khady Bassène, cittadina del Senegal. Suo marito è "scomparso" dal 1999, dopo essere stato arrestato dai militari nella regione del Casamance, teatro da due decenni di un duro conflitto tra governo e opposizione armata. Continua a lottare, sebbene in età anziana e in difficili condizioni economiche, per avere notizie del marito).


"Questa sentenza in favore delle libertà è molto importante per la nostra lotta. Speriamo che gli ostacoli che abbiamo incontrato noi non vengano posti di fronte ad altre associazioni Lgbt. Vogliamo ringraziare tutte le persone, compresa Amnesty International, che hanno manifestato solidarietà nei nostri confronti condividendo la nostra visione di un mondo libero, uguale e senza discriminazioni".


(Dichiarazione dell'associazione "Triangolo rosanero", che si batte in Turchia per i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Il 30 aprile 2010 la Corte d'appello di Yzmir ha respinto la richiesta del governatore della città di chiudere l'associazione in quanto violava "i valori morali e familiari della Turchia". Il giudice che ha emesso la sentenza ha dichiarato: "Poiché, come ogni essere umano, anche lesbiche gay bisessuali e transgender hanno la libertà d'associazione, respingo la richiesta di chiudere la loro struttura".


Università di Trieste: Amnesty vince contest creativo.
 
A conclusione del Corso di Grafica del Corso di Laurea in Pubblicità e Comunicazione d'Impresa, mercoledì 14 aprile, nell’Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste ha avuto luogo la premiazione degli elaborati che hanno partecipato al contest creativo "20 di idee 2010 - DAI AVRAI". “Ideato nel 2007 per coinvolgere gli studenti nel progettare una campagna di comunicazione in ambito sociale”, protagonista dell’iniziativa è stata la prof. Maria Teresa Cavallar. Erano presenti il Rettore dell’Università di Trieste, Art Directors Club Italiano, l’Associazione Goffredo de Banfield, l’assessore alla Promozione e Protezione Sociale del comune di Trieste. Primo classificato nella categoria Art Directors Club Italiano ( l'associazione dei creativi italiani ) - creatività e professionalità, è risultato il lavoro delle studentesse NEZIC IVANA, DEJHALLA IZABEL e NEJIC ERIKA che hanno prodotto elaborati di ispirazione amnistiana, denominati xeNOfobia, per sensibilizzare sul tema dell’Integrazione.


                                                                                                           Giuliano Prandini



Si ringrazia per le foto il Comune di Trieste



Amnesty International


è un’organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani, fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza. Conta attualmente oltre due milioni di soci, sostenitori e donatori in più di 140 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty, costituitasi nel 1975, conta oltre 80.000 soci.

La visione di Amnesty International è quella di un mondo dove i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri documenti sulla protezione internazionale siano riconosciuti, garantiti e tutelati. Amnesty svolge ricerche e azioni per prevenire e far cessare gravi abusi dei diritti all’integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di espressione e alla libertà dalla discriminazione. Amnesty, inoltre, denuncia gli abusi commessi dai gruppi di opposizione, assiste i richiedenti asilo politico, sostiene la responsabilità sociale delle imprese e si batte per un trattato internazionale sul commercio di armi.